Come non son scrittore, tantomeno sono un poeta. Anzi, la poesia mi è sempre piaciuta poco, sarà che a scuola facevo una fatica immonda a impararle a memoria e non ne trovavo l’utilità. E quindi fra i tanti libri che ho potrete trovarne pochi a essa dedicati, giusto Spoon River, Hikmet, Bukowski, Vian…
Ma l’haiku, specialmente nella versione canonica con 5-7-5 sillabe e con le tre righe tema-svolgimento-conclusione, è quasi una sfida matematica, un distillato, ha il profumo e il sapore di una grappa di vinaccia. Il testo è ridotto al minimo indispensabile ma deve comunque trasmettere qualcosa, forse più un’emozione che un concetto, un’immagine acquerellata di bellezza. Ma qui parliamo dei Maestri, non certo dei miei esperimenti.
Uno
Una notte vuota.
Lei sogno misterioso,
attende sogni.

Due
Luce esplode
dal sorriso limpido
come rugiada.

Tre
Come l’acqua
disseta il cuore
il volto puro.

Quattro
Dolce profilo,
armonia di natura,
placa il cuore.

Immagini generate con Nano Banana