Anche questo raccontino ha come origine una chat. Risale al gennaio 2003, mentre il titolo l’ho aggiunto solo successivamente quando lo pubblicai sul blog.
Capitolo uno
Lo sapevo, l’avevo detto a tutti quelli che insistevano.
Nella mia stazioncina è passato un pendolino e ha divelto gli scambi, i vetri del caffè sono esplosi, i tavolini e le sedie si sono rovesciati. Un cartello ondeggia cigolando come la scritta Saloon in una ghost town in un b-movie. Non ho il coraggio di mandare il capostazione a vedere dov’è finito il treno, non è abituato a queste cose. Se il telegrafo funziona ancora cercherò di far intervenire le autorità competenti.
Capitolo due
La notizia di per sé non sarebbe stata così di rilievo, ma ciò che accadde il giorno dopo finì sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo: i binari non c’erano più, anche le traversine erano scomparse e al loro posto splendeva uno sterminato campo di tulipani rossi!
Piero Angela fu fra i primi ad accorrere per smontare le tesi della setta dei Neociattanti che sostenevano essere un segnale divino. Il ministro dei trasporti dette la colpa al sindacato che secondo lui aveva inventato una nuova forma di protesta e di sciopero. Le sinistre insorsero protestando per i danni arrecati agli operai pendolari. I verdi proposero di trasformare tutte le stazioni in orti botanici. Maurizio Costanzo organizzò una diretta del suo show sul luogo dell’incidente… e fu solo a quel punto che si scoprì che il capostazione era scomparso!
Capitolo tre
Fu ritrovato diverse ore dopo ma era perso… Come perso? Ma se lo avevano ritrovato…? Sì, infatti, lo avevano ritrovato ma era perso… oh ma insomma, lo saprò, no? sto raccontando io! Era perso nel senso che lo ritrovarono in cima a un olivo che faceva cipcip….!
Ovviamente fu subito ricoverato e sottoposto a varie analisi che però risultarono negative, mentre davanti alle macchie di Rorschach alternava due sole parole, apparentemente senza alcun legame con ciò che vedeva: luna e stelle. Un’altra stranezza era che dormiva tutto il giorno e si risvegliava solo verso le 23.00.
Capitolo quattro
Dopo una settimana di tentativi di riportarlo alla realtà e ignorando ancora le cause dello stato di shock fu presa la decisione di convocare l’FBI, sezione XFiles.
Inutile dire che l’agente Mulder immaginò che il treno avesse creato un buco spazio-temporale attraverso il quale il povero malcapitato era stato rapito dagli alieni.
Ovviamente più scientifica la spiegazione di Dana Skully: benché appartenenti a una specie scomparsa intorno al 1920, i tulipani dovevano contenere delle tossine sconosciute, con effetti allucinogeni. Questa tesi però contrastava col fatto che nessun altro, a cominciare dai soccorritori, aveva riportato tali sintomi. A meno di non pensare a una specifica reazione allergica.
Capitolo cinque
Mentre le teorie e i rimedi più strani non davano alcun risultato, parallelamente continuavano le ricerche del pendolino.
Il campo di tulipani era piuttosto esteso e nelle propaggini estreme, a oriente rispetto alla stazione, lasciava spazio a del grano, molto fitto e fluttuante nel vento. A maculare il color oro strane pietre verdi, molto luminose, del tutto simili a smeraldi.
La cosa più particolare era il profumo, persistente ancorché delicato, che aleggiava su tutta la zona, sia sui tulipani che sul grano. Un profumo che si sarebbe detto di fiori, forse zagare, con vago sentore di pesca. Un profumo caldo, ma non per questo dolce o stucchevole… di sole, se il sole ha un odore. Ancora più strano il fatto che tanto era netto per alcuni, altrettanto non era percepito dalla maggioranza di quelli che si affannavano nella soluzione dell’enigma.

Immagine generata con Google AI Studio