In questa pagina le poche diapositive a colori ingrandite con reprocamera e stampate al tratto (seconda metà degli anni ’80), come racconto nella sezione fotografie.
L’intento era di renderle molto grafiche, eliminando le tonalità di grigio, come fossero dei disegni. Del resto anche nelle fotografie mi piace il forte contrasto, lo stacco netto fra luci e ombre, spesso nere, che nascondono una parte dell’immagine evidenziandone la rimanente. Quella con le torri gemelle, con la cornice nera, richiama certe illustrazioni liberty in bianco e nero, dove alcune zone vicine al margine si fondono con l’esterno, generalmente nero.
Ma cos’è una reprocamera?
Quando cominciai a fare il grafico le fotocopiatrici esistevano, ma avevano dei limiti nell’ingrandimento e, soprattutto, non si potevano utilizzare le diapositive. I personal computer, gli scanner e Photoshop erano di là da venire, ma c’erano gli ingranditori. La “repro” serviva infatti a ingrandire i fotocolor (diapositive formato 120×180 mm), fotografie stampate o disegni, impressionando l’immagine su carta fotografica. Ce n’erano di due tipi: al tratto, usata per loghi e disegni, e a scala di grigi, per le fotografie. Dopo tempi di esposizione anche lunghi in camera oscura, 15/20′, si accoppiavano i fogli con i positivi e si passavano nei rulli della sviluppatrice. Si attendeva un certo tempo, si staccavano e il positivo andava lavato e poi messo “a stendere” per farlo asciugare. Con quello che ne risultava si facevano i menabò dei cataloghi o gli esecutivi per la stampa.
Col senno di poi, peccato non aver fatto più prove, selezionando opportunamente le foto, avrei potuto ottenere dei risultati interessanti. Devo però confessare che queste le ho fatte di straforo. Pu non avendo più una reprocamera sottomano, volendo potrei rimediare, le diapositive sono in un armadio, basterebbe digitalizzarle e poi lavorarci in Photoshop, chissà, magari un giorno o l’altro potrei anche provarci.
