La scena si cristallizzò, i pensieri più diversi attraversarono le menti degli astanti:
«È fuor di dubbio che, nella fattispecie, un evento di natura esterna ebbe a impedire il regolare movimento della sequenza di ingranaggi e pulegge che con costante girare creano le condizioni affinché si produca una pressione né troppa né poca sulla mola laddove…», così il notaio; «Accipicchiolina! Nonostante il bolo bloccato nel tratto laringoesofageotracheale, si odono i sintomi chiari e specifici di una notevole gastrulazione!», così il dott. Pillo; «Devo essere caduta sulla coda di Ugo Sofronio VII (il gatto della locanda, di nobili natali)!» pensò la cameriera che era ruzzolata durante il parapiglia; «Ci risiamo, la padrona ha nuovamente perso la mantella fiorata di seta ugromannica!» commentò un’altra cameriera. Qualcuno, in ginocchio, cominciò a pregare, convinto del compiersi della profezia di Fra’ Pannunzio da Giobbole, a tempo perso biografo ed esegeta di S. Giovanni.