Gianginomaria era un giovane pollo di buona famiglia, praticamente un ram-pollo… No dai! Non andate via! Mi è scappata, non ne dico più…
Gianginomaria era un uccello incantatore, una specie molto particolare, già abbastanza rara in quei tempi antichi. La loro caratteristica era un ventaglio di piume caudali, tipo quelle del pavone, ma dorate, di un oro opaco. Pur non essendo all’apparenza splendenti avevano degli strani segni che talvolta assumevano l’aspetto di una fitta scrittura, mentre in altri casi la trama creava dei disegni che sembravano voler raccontare una storia. I pochi che li incontravano nel bosco finivano inevitabilmente per concentrarsi per decifrare quello che vedevano e rimanevano così incantati, alcuni anche per anni. Al momento del loro risveglio, quando raccontavano cosa aveva provocato quello stato di catalessi, non venivano mai creduti, tant’è vero che c’è chi ancora ritiene che i polli dorati dei boschi non siano mai esistiti.