La discussione si stava facendo sempre più vivace e rischiava di coprire il clamore generato dai saltelli di Giangino.
Nel frattempo dietro il bancone la faccia di O’Chickenmalt stava assumendo la conformazione e soprattutto la colorazione di una tavolozza nelle mani di un pittore folle. Le tonalità schizzavano dal rosso tramonto sui fiordi a un verde ramato a un azzurro baia tropicale nella luce del mattino.
Gli effetti sembravano scaturire dal tentativo di un’impossibile digestione di frutti di mare avariati e mal cucinati, in realtà il mastro birraio era stato distratto dalla discussione dei due e mal tollerava le asserzioni del dott. Pillo. Vista così la cosa appare ben strana e la reazione assolutamente spropositata, se non fosse che il fatto in questione era un episodio di indubitabile rilievo nella sua saga familiare. L’accaduto era storicamente accertato e se ne trovavano conferme nella tradizione orale nonché in alcune lettere a parenti lontani di tutte le famiglie del bosco, ma l’unica che conosceva i particolari più importanti per essere stata di riflesso parte attiva nell’evento, era la sua.