Anche questo capitolo ha la colonna sonora, per cui prima di leggere dovreste far partire il filmato di youtube come sottofondo:
I colpi di Lotario diminuirono di frequenza, permettendo a Thönet se non di riposare quantomeno di parare con maggiore sicurezza. I due sembrarono studiarsi, consapevoli di non poter continuare ancora troppo a lungo il combattimento. Il sangue e la polvere del terreno incrostavano le armature. Il braccio sinistro del cavaliere nero sobbalzava inutilmente a ogni suo movimento. Il giovane cercava di tamponare la ferita al fianco sinistro senza però mollare la presa sul pugnale.
Con una mossa improvvisa e inaspettata Lotario si tolse l’elmo: difficile raccontare quello che si parò davanti agli occhi di Thönet… Se già col volto coperto si immaginava senza vederlo un essere che ben poco avesse di umano, ora tutti ne ebbero conferma. Una lunga cicatrice sostituiva le sopracciglia, gonfia e contorta pur essendo di vecchia data. Un occhio semichiuso e gli zigomi sporgenti e spigolosi toglievano allo sguardo la naturale vitalità. Il naso stretto e affilato scendeva a indicare una nera ferita, la bocca, praticamente priva di labbra, talmente erano sottili. L’insieme appariva non solo sgraziato e asimmetrico, ma aveva qualcosa di inquietante. Si sarebbe detto possibile vederlo cambiare mentre lo si osservava, come se fosse stato plasmato dalla violenza e dalla furia bestiale che il corpo trasmetteva ai muscoli facciali.
Un unico suono simile a un conato proruppe da una gola non abituata a lunghi discorsi: «MUORI!».
Facendo alcuni passi indietro a quella vista e per la violenza della voce, Thönet incespicò sul cadavere del cavallo e vi cadde sopra di schiena. Lotario scattò in avanti caricando col peso sulla spada, ma indebolito per il molto sangue perso dalla spalla compì una traiettoria leggermente obliqua. L’arma mancò di poco il giovane incrociando il suo volto e si conficcò nella pesante sella fino a trapassarla completamente finendo nel corpo del destriero. Urlando selvaggiamente e con movimenti sgraziati ed ebbri, Lotario cercò inutilmente di liberare la lama. Agendo più d’istinto che per esperienza o calcolo, Thönet impresse tutta la forza che gli rimaneva in un movimento circolare dal basso verso l’alto. Il suo pugnale incontrò il collo dell’avversario e lo passò da parte a parte travolgendo tutto ciò che incontrava. Esofago e trachea tagliate di netto, una vertebra frantumata dall’impatto, Lotario divenne improvvisamente muto e immobile, un attimo dopo il suo corpo senza vita piombava su quello di Thönet.
*Richard Wagner: Siegfrieds Trauermarsch (Siegfried’s Funeral March) from Götterdämmerung / Gustavo Dudamel, conductor · Berliner Philharmoniker / Recorded at the Waldbühne, Berlin, 1July 2017
The Berliner Philharmoniker’s Digital Concert Hall.
©Berliner Philharmoniker